A volte si sente l’esigenza di cambiare. Un brand che fa una comunicazione davvero pazzesca e che ci piace tantissimo, ad esempio, in tempi non sospetti ha detto “Siamo fatti per cambiare”. Bravi ragazzi, avete detto tutto, avete raccontato, in quattro parole, l’essenza dell’essere umani.

Il cambiamento non nasce necessariamente da un problema o da una mancanza, a volte cambiamo per evolvere, per migliorare. Ed è quello che è successo a noi di Repshake in questi mesi.

Anche se forse “successo” è un termine che minimizza molto il processo di evoluzione che abbiamo portato avanti. A volte faticosamente, altre in modo più sciolto — ma sempre con tanto entusiasmo.

Entusiasmo per la consapevolezza che il cambiamento nasceva dalla crescita del team, dal successo del progetto, dalla soddisfazione dei clienti. E di fronte a queste cose ci siamo sentiti pronti al grande salto, ci siamo sentiti pronti a cambiare.

Certo, il cambiamento spaventa e non poco. Bisogna rimettere tutto (o quasi) in discussione, i punti fermi improvvisamente si spostano e ti fanno venire le vertigini, hai paura di impappinarti quando devi dire il nuovo nome dello studio… ma poi ti guardi indietro, rivedi il percorso che hai fatto — che tutto il team ha fatto — e non puoi che esserne fiero.

Questo lungo prologo, un po’ malinconico, un po’ nostalgico, serviva in realtà a creare un po’ di suspence. Come in tutte le presentazioni che si rispettino 😀

Vi abbiamo dato qualche indizio sui nostri social nelle ultime settimane e ora è il momento fatidico: Repshake cresce, evolve, cambia pelle e diventa dillo.

Dillo più forte, dillo meglio… infinite variazioni sul tema per un concetto per noi fondamentale: l’importanza per le aziende di raccontarsi. In un’epoca come la nostra, in cui tutti fanno rumore sul web, sui social, sui cartelloni pubblicitari — noi vogliamo aiutare le imprese a raccontarsi, vogliamo dire la nostra. E dirla bene!

Ed ecco il cambio di nome (che credeteci, non è stato facile, anzi): volevamo ridefinire quello che facciamo, distanziandoci dall’identità di Repshake che ormai ci andava stretta (si insomma, ci sentiamo un po’ farfalle post fase crisalide ora, ma poi ci passa).

Repshake — per chi se lo fosse mai chiesto — era il merge tra Reputation e Shake. Agli albori, l’intento era quello di ravvivare la presenza online dei nostri clienti, ma dato che non ci occupiamo più solo di web reputation e i nostri servizi sono aumentati, l’esigenza di un nuovo nome si è fatta sentire forte e chiara.

Okay, bello, ma…perché proprio dillo.?

Avete mai provato a dare a qualcuno un indirizzo email e perdere tre minuti buoni a fare lo spelling? Per poi scoprire che lo aveva comunque scritto sbagliato? Ecco a noi succedeva spesso.

“Mmm sì, Repshake. Come si scrive? Come la musica rap? Scusa ma l’inglese non è il mio forte”

Volevamo una parola che fosse italiana, perché crediamo che la nostra italianità sia un valore aggiunto, un saper fare (e soprattutto un saper raccontare) che poche culture possono dire di avere sviluppato quanto noi. E un po’ volevamo anche una parola semplice, immediata, che contenesse l’essenza di ciò che facciamo.

Volevamo che fosse un’esortazione, uno stimolo ad aprirsi a raccontarsi… Storicamente l’Italia si è sempre retta su piccola, media e micro impresa. Aziende protettrici di un patrimonio e di un know how unico, che non di rado faticano a comunicare la loro esperienza, la loro offerta e la loro storia. Quante volte ci è capitato di scoprire che, magari proprio nel nostro quartiere o in fondo alla via, ci fosse un negozio, una bottega o un laboratorio che era lì da sempre?

Volevamo un nome che, in qualche modo, suggerisse la fine di un modo di comunicare e l’inizio di un nuovo capitolo per il cliente. Da qui la volontà di inserire nel nome (e quindi nel logo) il punto finale. Un punto finale che vuole rappresentare un segnale forte, e solo in un secondo momento diventare un elemento grafico da poter poi sfruttare su tutti i canali.

Non ultimo, volevamo un nome con cui poter giocare dal punto di vista della comunicazione. E cosa c’è di meglio di un nome come dillo.?

Insomma, iniziamo il 2020 con una bella rivoluzione e possiamo assicurarvi che non abbiamo ancora finito con le sorprese… stay tuned! Nel frattempo vi invitiamo a fare un giro su tutti i nostri canali (che potete trovare al termine di questo articolo). La foga creativa che ha caratterizzato queste prime settimane probabilmente avrà come risultato qualche errorino qua e là, ragione per cui vi chiediamo di farci notare se qualcosa non vi torna ❤️


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