Lo aveva annunciato in Aprile e settimana scorsa lo ha fatto davvero: Instagram ha deciso di nascondere il numero di like (o meglio, heart) dei post, lasciando gli utenti decisamente perplessi.

Facciamo un passo indietro: lo scorso Aprile alla conferenza degli sviluppatori Facebook F8, tra le altre novità che avrebbero interessato la piattaforma, la notizia che ha fatto più scalpore e destato preoccupazione tra gli addetti ai lavori (influencer, tutto bene?) è stata senza dubbio che like e numero di visualizzazioni sarebbero spariti dai feed degli utenti.

Palco di Facebook F8 2019

Il test è iniziato in Canada ed è stato poi allargato ad altre nazioni, tra cui, come avrete certamente notato, anche l’Italia. Ma perché questa scelta? E quali le conseguenze per chi, come noi e molte altre agenzie — ma non solo, con questo popolarissimo social ci lavora ogni giorno?

Mia Garlick, director of policy di Facebook Australia e Nuova Zelanda, ha dichiarato:

“Speriamo che questo test allenterà la pressione del numero di like per post, in modo da potersi concentrare sulla condivisione delle cose si amano.”

L’obiettivo, aggiunge, è valutare “se questo cambiamento può aiutare le persone a concentrarsi meno sui like e più sul raccontare la propria storia” — storytelling, anyone?

La nuova feature del colosso dei social, in pratica, dovrebbe spingere gli utenti a concentrarsi sulla qualità del contenuto in sé, piuttosto che sul numero di like che attrae e scongiurare il cosiddetto “effetto gregge” secondo il quale saremmo indotti a farci piacere un post molto popolare, al di là che ci interessi davvero o meno.

Gli utenti, infatti, danno troppa importanza ai like quando sono pubblici, considerandoli una metrica di successo personale. Se un post non riceve abbastanza consenso, viene cancellato e percepito come un fallimento. In teoria, nascondere i like dal feed, rendendoli visibili solo al “proprietario”, permette di capire cosa funziona per un determinato pubblico e cosa no, senza doversi preoccupare di avere nel feed una foto con pochi like.

E dal punto di vista delle aziende? Non cambia molto: il numero di like e di impression rimane comunque disponibile al proprietario dell’account, così come le metriche e gli insights.

Se da un lato la scelta di Zuckerberg e colleghi può preoccupare, dall’altro è una grandissima liberazione: senza l’ansia da prestazione da like, gli utenti — e le aziende — possono tornare a sperimentare contenuti nuovi, senza il timore che un posto troppo disruptive rimanga abbandonato a sé stesso, pecora nera del feed (tecnicamente continuerà ad esserlo — ma sarà il vostro piccolo segreto, shhh!).

La speranza, di fatto, è che Instagram torni a diventare una community di persone reali in cui il successo viene misurato in engagement, non in double-tap (qualcuno ha detto bot? 😇).


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