Prima o poi capita a tutti. Che tu sia imprenditore, professionista, freelance o artista ad un certo punto della tua carriera ti sarai chiesto se fosse arrivato il momento di avere un sito web tutto tuo: per comunicare quello che fai, come lo fai e in che cosa credi, per permettere ai tuoi clienti di acquistare i tuoi prodotti online, o più semplicemente per far sapere quando sei aperto e quando no. 

Se anche tu ci sei passato probabilmente avrai fatto un po’ di ricerca, chiesto a qualche amico o ti sarai confrontato con una persona di fiducia per capire quanto può costare un sito web. Posto che ciascuna azienda e/o settore presenta le sue peculiarità, che inevitabilmente si traducono in soluzioni differenti, è difficile dire su due piedi quanto può costare un sito

Eppure è estremamente facile imbattersi in aziende più o meno serie che assicurano la realizzazione di siti web a prezzi stracciati. Da pubblicità cantate che promettono di farti vendere di più a inserzioni altisonanti sui social media, il mondo sembra esser pieno di “professionisti” che non vedono l’ora di realizzare il tuo sito. Il tutto a cifre estremamente vantaggiose. Ma è effettivamente così? Spoiler: NO!

Molti credono (o sono stati spinti a farlo) che creare un sito sia estremamente semplice: compri un dominio, dai qualche informazione e foto al programmatore/web designer e nel giro di qualche giorno sei online. 

Funziona? Tecnicamente sì. Si tratta di un lavoro che tiene in considerazione il tuo pubblico, la tua storia, le peculiarità della tua azienda, l’esperienza utente e il posizionamento sui motori di ricerca? Molto probabilmente no.

Il fatto è che realizzare un sito è solamente in parte una questione tecnica. Sappiamo benissimo che è facile farsi ingolosire da preventivi e tempi di consegna costantemente al ribasso, ma tutto ciò ha un prezzo. 

Un prezzo che consiste nell’avere un sito identico a quello di un’altra azienda, magari introvabile, con contenuti testuali e visuali di bassa qualità e totalmente dipendente da un template che limita drasticamente le possibilità di personalizzazione. Nella migliore delle ipotesi avrete solo un paio dei problemi sopracitati. Nella peggior, tutti e anche più. 

Quello che vogliamo fare oggi è fare un po’ di chiarezza su tutti quegli aspetti e attività essenziali per far sì che il tuo investimento in un sito web sia ripagato al meglio. Talvolta può essere scoraggiante, ma anche in questo campo vale il detto: “spendi più oggi per spendere meno domani”. 

Perché la verità è che pagare poco o niente un sito solo per il gusto di essere online è uno spreco di soldi.

1. Chi ben comincia è a metà dell’opera

Ormai abbiamo perso il conto di siti sconclusionati, in cui i contenuti sono riportati senza alcuna logica e di conseguenza introvabili. Per ovviare a questo problema (che è più diffuso di quanto si possa pensare), prima di qualsiasi disegno o ri-disegno di sito sviluppiamo la cosiddetta architettura dell'informazione (ne abbiamo parlato qui). 

In estrema sintesi si tratta di definire come i tuoi contenuti sono organizzati e presentati agli utenti. Il suo compito, infatti, è permettere loro di comprendere il contesto e trovare quello che stanno cercando. Inutile direi che un sito ben disegnato in termini visuali ma senza un accurata gerarchia delle informazioni è praticamente inutile.

2. L’importanza della ricerca

Una volta stabilità l’architettura delle informazioni, è importante definire il mood del sito, ovvero il suo carattere, il modo con cui sarà in grado di trasmettere le peculiarità della tua attività, i valori ad essa associati e la tua offerta. Per trarre ispirazione, ma anche per assicurarsi di non realizzare l’ennesimo sito uguale a tutti gli altri, è fondamentale svolgere della ricerca a livello di UX (user experience, ovvero l’esperienza utente) e di UI (user interface, ovvero l’interfaccia utente). 

In questo modo è possibile individuare strutture ricorrenti a cui gli utenti sono abituati, soluzioni intelligenti a problemi complessi, modi differenti di presentare i contenuti e via dicendo. Si tratta di una fase imprescindibile, troppo spesso dimenticata quando si vuole andare al ribasso a tutti i costi.

3. UX chi?

Come anticipato nel paragrafo precedente, la user experience rappresenta un ingrediente imprescindibile per un buon sito web. Chiamata anche esperienza utente, rappresenta il modo con cui gli utenti navigano ed interagiscono con un prodotto digitale. Più si utilizzano strutture a cui le persone sono abituate (es. logo in alto a sinistra che mi riporta alla homepage), più l’utilizzo di quel prodotto sarà facile ed intuitivo. 

Si tratta di un campo estremamente vasto, ma ci sono alcune regole e buone norme che bisognerebbe sempre osservare e che invece vengono troppo spesso trascurate. Anche in questo caso un sito ben disegnato e sviluppato a livello grafico rappresenta un fallimento se l’esperienza utente non è stata progettata nel migliore dei modi.

4. Content is (still) king 

Sembra una banalità, ma i contenuti di qualità sono merce rara. Ci è capitato più e più volte di avere a che fare con persone che volevano un sito avendo poco o niente da dire e mostrare. In realtà ogni azienda ha la sua storia, i suoi punti di forza, la sua offerta: quindi perchè non raccontare il tutto nel migliore dei modi, sia verbalmente che graficamente? Un sito con contenuti di scarsa qualità (come immagini sgranate, icone eterogenee o testi sgrammaticati) è un po’ come un bel packaging contenente un prodotto scadente. Tu come ti sentiresti ad aprirlo? 

Per questo motivo, ogni volta che dobbiamo disegnare o ri-disegnare un sito, facciamo capire al nostro cliente che è importante avere dei contenuti di qualità. A volte sarà lui stesso a fornirceli, altre volte dovremo organizzare un fotoshooting, coinvolgere un illustratore e via dicendo.

5. “Per i testi non preoccupatevi, mi arrangio io”

Abbiamo ormai perso il conto delle volte in cui abbiamo sentito questa frase. C’è la diffusa convinzione che anche scrivere sia molto semplice: penso a cosa voglio dire, lo scrivo in brutta e poi non devo fare altro che riportare la forma finale in un editor et voilà: tutto è online. 

La verità è che non è proprio così. O meglio, tecnicamente lo è, ma online è pieno di siti con testi:

  • con gravi mancanze dal punto di vista grammaticale e sintattico;
  • che dicono tutto e niente: “siamo un’azienda solida, con un approccio innovativo e flessibile, con un’offerta di prodotti all’avanguardia in grado di soddisfare tutte le esigenze della nostra clientela”. Ma dai? Se non fosse così inizieremmo a preoccuparci;
  • non in linea con il tono di voce del brand;
  • privi di parole chiave (precedentemente individuate) che permettano di posizionare il sito sui motori di ricerca nel migliore dei modi;
  • traduzioni errate o inventate di sana pianta;

...e potremmo andare avanti all’infinito. 

Il copy (la parte testuale) è una componente fondamentale della vostra comunicazione, ragione per cui dovrebbe sempre essere affidata ad un professionista.

6. Puoi essere bello, ma se sei invisibile…

Al punto precedente abbiamo introdotto il tema SEO (acronimo di search engine optimization), ovvero l’ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca

I fattori che la influenzano sono infiniti, ma ci limitiamo a riportarne alcuni direttamente collegati al tuo sito:

  • utilizzo di parole chiave in linea con quello che i tuoi potenziali clienti cercano;
  • invio di una sitemap (mappa del sito) al motore di ricerca;
  • ottimizzazione degli URL, sia dal punto di vista strutturale che di parole chiave in essi contenute;
  • scelta di titoli rappresentativi e contenenti, ancora una volta, le giuste parole chiave;
  • gerarchia delle intestazioni da H1 (titolo della pagina) ad H6 (titoli secondari);
  • scelta accurata del titolo e dell’alt text (che nasce per descrivere il contenuto delle immagini ai non vedenti) di ciascuna immagine.

Si tratta di una lista decisamente non esaustiva, ma che dovrebbe farti capire la complessità di un sito ben realizzato in ottica SEO.

7. Il sito è online, siamo a posto. Ehm, non proprio

C’è l'errata convinzione che una volta online il sito possa non essere toccato fino al ridisegno successivo. Niente di più falso! Il tuo sito deve essere monitorato e costantemente aggiornato, sia in termini di contenuti che di “tecnologia”. 

Ti sarai accorto anche tu che nel digitale le cose cambiano letteralmente da un giorno all’altro, ragione per cui è fondamentale affidarsi a professionisti in grado di aggiornare costantemente il tuo sito e che sappiano dove “mettere le mani”. 

Più volte ci è capitato di ascoltare storie assurde di clienti con porzioni di sito non funzionanti, difficoltà nel richiedere l’aggiornamento di una sezione e così via. 

8. Un occhio al presente e l’altro al futuro

Si sa: nel corso del tempo gli obiettivi di un’azienda possono variare e non di poco. Questo non significa che ad ogni cambiamento vada ridisegnato il sito nella sua totalità. 

Chiaramente ciò è possibile solamente se, in fase di progettazione e sviluppo del sito, sono stati tenuti in considerazione tutti i possibili scenari di business. Nulla vieta, ad esempio, a un produttore di vino che oggi vende localmente, di sviluppare domani un eCommerce che gli permetta di allargare il suo raggio d’azione. 

Per evitare di dover ricominciare da capo ogni volta, è fondamentale mettere sul tavolo tutti gli obiettivi di business prima ancora di disegnare qualsiasi schermata. 

9. Seconda stella a destra

Il fatto che il tuo sito sia finalmente online non significa automaticamente che le persone lo visitino. Il percorso per arrivare ad un traffico soddisfacente verso di esso è infatti lungo e complesso.

Se da una parte una buona ottimizzazione SEO può dare una mano, dall’altra ci sono altre strategie che possono aiutarti. Una è rappresentata dalle campagne sponsorizzate, che in estrema sintesi possono essere di due tipologie: 

  • sui motori di ricerca, che rispondono ad una domanda consapevole (so quello di cui ho bisogno, lo cerco e mi imbatto in una campagna sponsorizzata);
  • sui social media, che rispondono ad una domanda latente (sto facendo altro e la mia attenzione è catturata da un’inserzione). 

Questo per dire che una volta realizzato il sito si è solamente a metà dell’opera: occorre infatti veicolare verso di esso gli utenti interessati alla tua offerta, così da poterli “trasformare” in clienti paganti.

Come avrai capito, realizzare un sito ben fatto e soprattutto utile a raggiungere i tuoi obiettivi di business non è cosa banale. Ciò che amiamo fare è aiutare le piccole e medie imprese a raccontarsi al meglio e sentiamo una fitta al cuore ogni volta che vediamo un sito mal progettato, per cui un imprenditore o un professionista ha comunque dovuto stanziare del budget. 

Il nostro consiglio è chiaramente quello di diffidare da promesse altisonanti a prezzi stracciati, perchè è inverosimile che a certe condizioni vengano considerate tutte le accortezze sopracitate. Siamo consapevoli che un sito realizzato a regola d’arte possa rappresentare un investimento importante, ma vi assicuriamo che è il miglior modo per evitare inutili sprechi in futuro. 

Seguici anche su Behance, Instagram e Facebook 🤟