La User Segmentation è una strategia di marketing che prevede di dividere un largo pubblico in piccoli gruppi di utenti che condividono bisogni, desideri, richieste e/o caratteristiche e quindi indirizzare la comunicazione verso persone a cui, se avete fatto un buon lavoro, interesserà ascoltare ciò che avete da dire.

Esistono diverse tipologie di User Segmentation, vediamone alcune.

1. Comportamentale

La segmentazione comportamentale prende in considerazione gli utenti e come si comportano nei confronti del vostro prodotto. Come e quanto spesso lo usano? Lo apprezzano? Hanno fiducia nei servizi che offrite?

Questo tipo di segmentazione è un ottimo punto di partenza per iniziare a dividere il vostro pubblico in piccoli gruppi e organizzare una comunicazione mirata ai loro bisogni.

Facciamo un semplice esempio. Se il vostro prodotto fosse una barretta energetica, cosa sarebbe importante per i vostri clienti? Il prezzo? O magari le calorie? E vorreste che ne contenesse di meno o di più? Controllate l’apporto dei macro-nutrienti? O magari non vi interessa nulla di tutto ciò e avete semplicemente fame?

Capite bene che il messaggio da mandare a ognuno di questi gruppi — caratterizzato da bisogni e aspettative ben diversi, se non diametralmente opposti — dovrà essere differente e mirato: che tone of voice useremo per chi vuole una barretta proteica che aiuti lo sviluppo muscolare? E per chi cerca qualcosa di leggero per controllare la linea? La nostra comunicazione sarà online, nel feed di Instagram di un appassionato di wellness, o offline, con dei poster in una palestra?

Ragionare sulle aspettative del nostro target ideale è un grosso passo avanti nella definizione di una strategia di comunicazione efficace: chiediamoci cosa vogliono i clienti e proviamo, per prima cosa, a immedesimarci in loro.

2. Psicografica

Questo tipo di segmentazione analizza attività, interessi e opinioni del vostro pubblico, in parole povere riguarda il loro stile di vita.

Come spendono il loro tempo libero? Cosa li accomuna?

Ad esempio, pensiamo alle persone che acquistano auto di lusso: tendenzialmente non solo possono permettersele, ma hanno anche il desiderio di spendere i propri soldi in beni che attestino il loro status sociale — possiamo quindi presumere che tenderanno a preferire determinati brand di abbigliamento o recarsi in località di un certo tipo per le vacanze.

In parole povere, se vogliamo vendere un prodotto a persone con questo stile di vita, non avrebbe senso acquistare spazi pubblicitari alla fermata dell’autobus; piuttosto sceglieremo di posizionarci nelle riviste di lusso che si trovano nella prima classe degli aerei o sponsorizzare (budget permettendo) eventi esclusivi in cambio di pubblicità.

3. Demografica

Questa segmentazione è subito intuibile: si basa su caratteristiche demografiche come età, sesso, tipo di occupazione, livello di educazione et similia.

Se vogliamo spostare questa segmentazione sul piano B2B si andranno a considerare le dimensioni dell’azienda, il numero di impiegati e persino dove si trova l’azienda — ma, ci direte, allora si parla di segmentazione geografica! Esatto, vedremo ora come questi due parametri vanno spesso di pari passo.

4. Geografica

Come abbiamo anticipato nel paragrafo qui sopra, spesso segmentazione demografica e geografica vanno a braccetto e si creano così dei segmenti di pubblico piuttosto specifici — ad esempio studenti universitari maschi di 20–25 anni che vivono nel Nord Italia (che forse non compreranno beni di lusso, ma magari sono interessati alle barrette di prima 😜)

5. Occasionale

La segmentazione occasionale si focalizza su situazioni trasversali, indipendenti da abitudini o generalità del pubblico. Prende in considerazione cose come avere voglia di un gelato, andare in vacanza o l’avere sete (Coca Cola vi dice nulla?).

Nella campagna di Coca Cola “ascolta la tua sete”, non importa se siete un uomo di 40 anni o una donna di 20, se vivete in Irlanda o in Giappone, se comprate le barrette o le auto di lusso: avete sete. Funziona perché è semplice; geniale no?

6. Culturale

Questo parametro prende in considerazione la possibilità di classificare un mercato secondo la sua cultura di origine.

È uno strumento che può rivelarsi estremamente utile se usato in modo corretto, poiché rivela moltissimo sui comportamenti e le abitudini di certi gruppi di potenziali clienti e permette di comunicare con loro nel modo più efficace possibile.

Tuttavia c’è sempre il rischio, se usato con superficialità, di offendere e precludersi interi mercati, grandi o piccoli che siano. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, usate la segmentazione culturale con saggezza. 😉

Quantità e qualità del pubblico

Ora che i parametri secondo cui segmentare il mercato sono chiari, è necessario ricordare alcuni aspetti fondamentali della User Segmentation.

Innanzitutto non vogliamo un gruppo di persone che riempirebbe a malapena una stanza: sebbene cercare di individuare gli tutti studenti universitari maschi vegani di 23 anni che vivono in un determinato paesino sperduto di provincia e che hanno la passione per le barrette energetiche e i quadri di Pollock possa sembrare una buona idea… ecco, non lo è. Sono pochi, troppo pochi (ce ne saranno? Fatecelo sapere).

Tuttavia nemmeno segmenti enormi e troppo vaghi hanno un senso: sopratutto per start up e PMI, bisogna favorire la qualità, piuttosto che la quantità. Un gruppo di persone davvero interessato al prodotto che offrite (purché non siano, appunto, quattro gatti) creerà rapidamente engagement e porterà più risultati.

Un altro consiglio utile, quando possibile, è di scegliere un segmento con un ciclo di vendita breve, in modo da non aspettare troppo a lungo tra il momento in cui il vostro cliente vede il prodotto e il momento in cui lo acquista (🥳 yay!). Per farlo potete scegliere il segmento che sarà disposto a pagare meno ma acquisterà il vostro prodotto più velocemente. Dipende sempre da voi e dai vostri obiettivi.

Una volta stabilito il segmento cui volete rivolgervi, potrete iniziare a ragionare sulle vostre Marketing Personas e iniziare a sviluppare il piano di comunicazione più efficace.

Questo è quanto per oggi sulla User Segmentation: have fun!


Articolo tratto da https://uxdesign.cc/how-to-think-segmentation-from-day-1-f714df093ccb


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